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Crisi economica, qualcuno lo aveva predetto

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Crisi economica, qualcuno lo aveva predetto

Destino dell’Italia sempre più incerto e lo spettro Argentina si avvicina

L’Europa è in crisi, l’Italia probabilmente anche un po’ di più. La triste realtà dei fatti è questa, una situazione che nessuno avrebbe voluto vivere ma, forse, se ci si fosse fermati ad ascoltare i campanelli d’allarme, si sarebbe potuta anche evitare.

Non è un mistero che il vecchio continente (chi più – l’Italia ad esempio -, chi meno – la Germania e l’Inghilterra in primis -) stia vivendo una situazione di disagio. Si può dire che ci sia, addirittura, il rischio che si possa verificare quello che alcuni studiosi sostengono da tempo, vale a dire che l’Europa faccia la fine dei paesi sudamericani, quali l’Argentina, i quali, crogiolatisi nel loro benessere economico non si siano resi conto della crisi economica che li stava avvolgendo. L’immagine europea, in una sorta di visione profetica, nel 2008 venne paragonata da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, due illustri economisti di “casa nostra”, a quella di una rana che qualora venisse buttata nell’acqua bollente, schizzerebbe fuori subito e avrebbe salva la vita, ma se, invece, fosse lasciata bollire nell’acqua inizialmente tiepida, morirebbe senza rendersene conto. Ecco a quale destino starebbe andando incontro un’Italia adagiatasi sugli allori della prosperità post-guerra dovuta alla ricostruzione ed ora ferma almeno a cinquant’anni fa. Ci sarà una motivazione se, ad esempio, in Europa si pensa solo al posto fisso, senza provare a rischiare con un’attività propria, mentre negli Stati Uniti d’America buona parte della popolazione lavora in proprio e si è presa dei rischi prima di poter trovare una giusta collocazione lavorativa. Altra differenza con il popolo americano sta nel fatto che quest’ultimo lavora sempre, non esistono ferie se non per motivi strettamente necessarie (sono le statistiche a dirlo), mentre in Europa ogni scusa è buona (Natale, estate, ecc) per staccare dalla propria attività occupazionale.

Si dice che la crisi economica in Italia sia passata, che stiamo venendo fuori da una delle più gravi recessioni degli ultimi anni, ma l’impressione della gente comune è che siamo ancora lontani dall’uscire veramente dal tunnel. Se il monito lanciato negli anni scorsi fosse stato preso seriamente in considerazione forse non saremmo arrivati a questo punto, però si sa che con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Nella speranza che il vento cambi presto, al momento l’unica considerazione da fare è che probabilmente si stava meglio quando si stava peggio.

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