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Evasione fiscale e truffe: i veri motivi della crisi economica in Italia  

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Evasione fiscale e truffe: i veri motivi della crisi economica in Italia

 

I ricchi accumulano sempre più denaro e benefici, la povera gente vive in condizioni disperate

Crisi economica. Tutti ne parlano, chiunque la teme e tende ad esorcizzarla, ogni individuo che vive in questo particolare momento storico è consapevole della sua esistenza; però, nessuno è stato ancora in grado di fornire una spiegazione valida e condivisibile del perché si sia innescato un tale meccanismo potenzialmente distruttivo per la società moderna. Si è provato a dare diverse motivazioni per cercare di capire le cause di questa economia che viaggia a singhiozzi, ma fino a questo momento, al di là delle solite e spesso meramente dottrinali spiegazioni di carattere macroeconomico, non si è stati in grado di fornire un’argomentazione realistica e soprattutto di trovare un rimedio. Non sembra, come vedremo in seguito, così lontano dalla realtà dare la “colpa” di questa situazione disagiata, all’evasione fiscale e alle truffe. Due vere piaghe della nostra società.

Tante domande, poche risposte. Certamente l’evasione fiscale e le truffe ai danni della massa sono in cima ad un’ipotetica classifica di responsabilità. Perché il lavoratore, di sicuro non ricco ma onesto, dichiara le proprie entrate e si sottopone al regime fiscale italiano pur non disponendo spesso delle cifre necessarie, mentre il furbacchione di turno evade liberamente senza che alcun controllo, reale ed efficace, lo costringa ad assumersi le proprie responsabilità? Oppure, ancora, come mai un ipotetico datore di lavoro, magari più acculturato ma sicuramente meno corretto e leale del “semplice” lavoratore, si può permettere il lusso di sfruttare e sottopagare un proprio dipendente, arricchendosi alle sue spalle? E poi, perché, ci sono persone che in Italia possono avere due, tre, a volte anche quattro, lavori (la maggior parte in nero e quindi con evidente evasione fiscale) e tante altre non riescono a trovare un’entrata per garantire a sé e alla propria famiglia un’esistenza dignitosa? È a questi quesiti che lo Stato dovrebbe dare risposta, scendendo direttamente in campo e promuovendo un reale ed efficace programma di lotta all’evasione e alle ingiustizie sul posto di lavoro. I diritti dei lavoratori sono stati conquistati, formalmente, da tempo ormai, ma in alcuni casi continua a non trovare un riscontro nella quotidianità.

Senza dubbio non si può non asserire che molte leggi fiscali italiane appaiono ingiuste agli occhi dei contribuenti però, si sa, dopotutto dura lex sed lex. Anche perché, è proprio a causa dei soldi persi con l’evasione, che aumenta il debito pubblico e lo Stato per recuperarli va poi a toccare i fondi di quella parte di cittadini onesti che si trova, quindi, paradossalmente ad essere di fatto soggetta a una tassazione doppia.

Volendo mettere per un attimo da parte l’aspetto legislativo e il rispetto delle regole, viene comunque spontaneo chiedersi che posto occupi la coscienza nella vita di certi personaggi. È preferibile, sicuramente (o almeno così dovrebbe essere), andare a letto la sera con qualche soldo in meno nelle tasche ma con la possibilità di potersi guardare allo specchio e vedere, prima di ogni altra cosa, grande dignità. «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro (di una parte della popolazione, però, non di tutti ndr)».

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